Collo d'oca farcito

Ingredienti per 6 persone:
6 etti di carne d'oca
la pelle del collo di un'oca
1 mestolo di passata di pomodoro
1 uovo qualche fetta di pane raffermo
1 bicchiere di latte
1 ciuffetto di prezzemolo
olio d'oliva sale, pepe
noce moscata

Tritate la carne, unite l'uovo e il pane ammorbidito, precedentemente nel latte. Aggiungete un po' di prezzemolo tritato, una grattatina di noce moscata, sale, pepe e amalgamate con cura fino a ottenere un composto omogeneo. Inseritelo nella pelle del collo dell'oca e cucite l'apertura. In una casseruola fate rosolare in olio il collo farcito, punzecchiandolo con una forchetta perché non scoppi. Aggiungete la passata di pomodoro allungata con un po' d'acqua, fino a coprire la carne. Cuocete a fuoco lento per un'ora e mezza, controllando di tanto in tanto e lasciando che il sugo si rapprenda. A cottura ultimata servite il collo farcito ben caldo, tagliato a medaglioni, con la salsa di cottura, unendovi eventualmente una patata bollita.

Note:
E' una delle tante ricette da cui si può dedurre il ruolo fondamentale svolto dall'oca nelle vicende alimentari ma anche nel complesso della vita socioeconomica della Bassa lombarda. Una lunga consuetudine all'allevamento e alla commercializzazione di questo animale ha dato origine negli anni cinquanta, alla maschera cremasca detta "el Gagèt col sò uchèt", un contadinotto agghindato in uno striminzito abito da festa, che va al mercato con la sua oca nella cesta. La nascita di una maschera del genere, molto conosciuta ancora oggi, testimonia il totale coinvolgimento delle popolazioni dell'ormai mitico mondo dell'oca. Mitico anche perché, purtroppo, le oche sono quasi scomparse dalle campagne cremasche: i ristoratori che continuano lodevolmente a proporle devono approviggionarsi altrove, per esempio dall'allevatrice friulana Jolanda de Colò.

Questa ed altre ricette sono state pubblicate nel libro "Ricette d'osterie della Lombardia" edito da Slow Food.